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La città ideale

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Discutiamo del Nuovo Caffè
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Autore Messaggio
Archibald



Registrato: 13/12/06 09:50
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MessaggioInviato: Sab Giu 02, 2007 4:39 pm    Oggetto: La città ideale Rispondi citando

Vedo che questo interessante argomento è quasi naufragato, ma spero di riportarlo alla vostra attenzione, perchè almeno come discussione è interessante; se poi questa discussione porterà qualche azione concreta ben venga altrimenti pazienza.

Il titolo del topic è La città ideale, ovvero sulla scia di opere letterarie, d'arte e quant'altro che fantasticano di un mondo o un villaggio ideale ora vi propongo di descrivere quella che secondo voi dovrebbe essere la polis ideale.

Io per ora inserisco solo alcune opzioni poi svilupperò i miei concetti.

Per me la città ideale dovrebbe avere:

- un sistema politico democratico e trasparente
- delle forme di energia eco-compatibili
- strade per automobili, bici, pedoni, cavalli
- offerta industriale-commerciale-artigianale variegata e sensata
- architettura adattabile alle reali esigenze del cittadino
- benessere generale con distribuzione del surplus ai più bisognosi

In definitiva io propongo di spostare l'attenzione da quello che doveva essere il Caffè alla discussione di una polis con determinati criteri e magari di poter più in là creare un sito dove buttare giù delle idee concrete qualora dovessimo pensare di dar vita a qualcosa di concreto.
Non nascondo che il mio intento sarebbe quello di coinvolgere un discreto numero di persone che la pensano alla stessa maniera e riuscire a creare la "città ideale", ovvero un villaggio a misura d'uomo, in tutto e per tutto.
Realtà oggi pressocchè assente almeno in Italia.

Che ne dite?

Cordiali saluti.
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Salvatore.Cuccomarino
Membro Comitato Scientifico SGI


Registrato: 08/06/07 21:56
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MessaggioInviato: Dom Giu 10, 2007 11:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Archibald,
questo Suo nuovo topic mi conferma, con piacere, che abbiamo pensieri comuni su diverse questioni.
Aggiungerei a quanto Lei ha scritto:
che la poleis ideale dovrebbe avere un numero limitato di abitanti, non più, diciamo, di 20.000;
che nelle forme di trasparenza democratica dovrebbe essere compresa la possibilità per tutti di avvicendarsi negli incarichi pubblici, e che questi stessi non dovrebbero essere di lunga durata - 1 o 2 anni al massimo;
che non dovrebbe esserci altra forma di energia se non quella rinnovabile (pannelli fotovoltaici, energia eolica);
che dovrebbe essere previsto un sistema di riciclaggio e comunque di smaltimento biocompatibile dei rifiuti;
che il guadagno di ognuno dovrebbe essere rapportato dirttamente al merito, all'impegno, alle responsabilità assunte ed ai risultati ottenuti, e che comunque dovrebbero essere previste forme di mutualità per chi fosse in temporanea difficoltà;
che l'architettura dovrebbe sicuramente essere funzionale, ma dovrebbe anche tornare ad avere un occhio di riguardo per la Bellezza (sono stato recentemente a Barcellona, ho visitato le case di Gaudì... e posso dire che raramente ho visto qualcosa di così bello e, contemporaneamente, funzionale);
che le arti e la filosofia dovrebbero essere incoraggiate;
che la Rete dovrebbe essere fruibile a tutti nello stesso modo;
---
Altre idee?!?

Cari saluti

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Salvatore Francesco Maria Cucco-Marino

I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali. La grandezza e il vigore delle ali dipendono dalla profondità e dalla robustezza delle radici
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Ogn'uomo porta seco dalla culla / la legge che'l trasforma e nol'annulla - Gen. Dr. Antonino Lombardi, Chirurgo militare dell'esercito borbonico, letterato
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Archibald



Registrato: 13/12/06 09:50
Messaggi: 52

MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2007 3:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ebbene si ammetto per me la città ideale dovrebbe essere una specie di città dei balocchi, in cui si tutti lavorano, ma con criteri molto diversi da quelli della nostra società e dove tutti navigano nel benessere materiale, spirituale eintellettuale.
E dove non c'è un concetto di vita serioso come c'è nella nostra società, ma dove si da spazio alla fantasia nel rispetto del prossimo e della natura.
Un luogo dove provare a realizzare alcuni progetti ritenuti utopie dal mondo "civile".
Per esempio l'università on demand o almeno privata. On demand significa che tu scegli le materie e il Ministero dell'Istruzione ti dice che laurea conseguisci!
Oppure un parlamento dei bambini, che nella vita politica e sociale non hanno nessun peso e lo trovo sbagliato!
Oppure un luogo in cui vivere immerso costantemente nel medioevo (http://www.medioevo.com/forum/viewthread.php?tid=87)
O un altro in cui instaurare un governo cavalleresco-monarchico!
Tutte cose che alla gente "normale" sembrano follie, ma che io considero normali!

Io di idee ne ho tantissime, ma guardate cosa ha combinato Tom Monaghan:
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In USA ci sono città dove non puoi fumare e altre con altri tipi di caratteristiche, insomma si stanno dando da fare, anche perchè è un popolo abituato a realizzare i loro sogni.

E date un'occhiata a queste altre realtà:

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Allora quello che dico io è questo: perchè non creare su internet una comunità di persone che la pensano allo stesso modo e che elaborano appunto il progetto di una città ideale con determinati criteri e che poi uniscono le forze per realizzarla? Certo non è uno scherzo, ma neanche impossibile e sono certo che i fondi si troverebbero, soprattutto se ci sarebbero delle prenotazioni di gente che andrebbe a vivere lì.
Come ad Ave Maria dove catene commerciali, alberghiere e della ristorazione, ma anche i contractor specializzati nella realizzazione di centri residenziali hanno creduto nel progetto perchè c'era un'evidente rochiesta.
Questo significherebbe realizzare federalismo, democrazia diretta e "utopia" in un colpo solo.
Una città "on demand", su richiesta, a cui se ne potrebbero aggiungere altre.
Il massimo sarebbero gli stati on demand, ma non credo per ora sia possibile; tenete presente però il fenomeno delle micronazioni virtuali
(

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perchè se solo una di queste realtà virtuali vedrà assegnarsi un territorio reale ed essere riconosciuta come nazione allora ci sarà da divertirsi..

In poche parole sono per la personalizzazione della città o comunità, all'insegna della ricchezza della diversità religiosa, sociale e culturale, dove non sei tu che ti devi adattare alle leggi di uno stato o di una città, ma è la polis che si adatta alle tue necessità e questo è possibile realizzarlo solo con le città on demand; città create da persone unite da stessi valori e che creano una comunità su misura.

Credete sia una follia? Io dico di no, cmq vi allego un articolo uscito oggi sul Giornale sulla città di Ave Maria (pag. 17).

Guido Mattioni
nostro inviato a Naples
(Florida)

Avete presente Miami,
torrido Tropico del [CENSORED] e
della Perdizione? Bene, fatevi
il segno della croce e dimenticatevela.
Prendete
piuttosto una carta geografica
e partendo proprio dalla
città dei vizi tracciate una riga
obliqua in direzione nordovest,
attraverso la sconfinata
distesa di paludi delle
Everglades, fascinoso ma
inospitale regno di zanzare
e alligatori. Ed ecco, prima
di finire nelle acque del Golfo
del Messico, a pochi chilometri
da una raffinata località
balneare dal nome a noi
familiare di Naples (Napoli),
vi imbatterete in una
nuova città dal nome altrettanto
casalingo: Ave Maria.
Nuova non è un modo di
dire, non è una parola buttata
lì: l'asfalto delle strade è
ancora fresco, i muri profumano
di vernice, l'erba dei
prati e dei campi da golf sta
appena spuntando e proprio
in questi giorni di inizio
giugno i primi proprietari e
inquilini stanno prendendo
possesso delle loro case, sorte
intorno a una grande cattedrale
e a quella che è la
prima università cattolica
fondata e costruita in America
dall'ultimo dopoguerra.
Arrivano un nucleo per volta,
padri, madri e figli, con i
volti arrossati dal sole e dall'
emozione, con la chiave della
loro villetta che trema nella
mano.
Sono i componenti di una
moderna carovana di pionieri
in station wagon e monovolume,
determinati a popolare
questa «Città di Dio»
voluta e fondata sui principi
cattolici e sui valori della famiglia,
dove a regime ci saranno
30mila abitanti e oltre
6mila studenti. Sono insomma
- questi uomini e
donne e i loro figli - la storia
d'America che si ripete due
secoli dopo quella della
Grande frontiera; quando a
migliaia, su carri cigolanti
trainati da buoi, i loro antenati
timorati di Dio avevano
sfidato pellirosse, serpenti
e orsi grizzly per andare a
fondare e a far crescere le
tante New Canahan, New
Betlehem e New Babylon
che ancor oggi punteggiano
le carte stradali degli Stati
Uniti.
Dietro la nascita di Ave
Maria ci sono il sogno e i soldi
- tanti soldi - del miliardario
americano Tom Monaghan,
fondatore della più
popolare catena di pizza a
domicilio, la Domino's, un
marchio che negli Usa è secondo
per popolarità dopo
quello della McDonald's. A
ben guardare Monaghan è
anche l'ulteriore conferma
di come un Oceano possa allontanare
i possibili
significati di
una medesima
parola, separandoli
più di quanto
non faccia con
due continenti.
Perché uno come
lui, in America è
considerato un visionary,
termine
cheha una connotazione
positiva.
Mentre da noi sarebbe
soltanto un
visionario, ovvero il modo
garbato per dire a qualcuno
che è matto.
Nato in Illinois e finito in
orfanotrofio alla morte del
padre - era la vigilia di Natale
del 1941 -, cresciuto poi
tra mille difficoltà economiche,
arruolato e dimessosi
dal corpo dei marines e infine
espulso da una delle solite
lungimiranti università,
nel 1960 Tom aveva fondato
Domino's seguendo una
vision molto semplice: vendere
agli americani dei dischi
di pane gommoso coperti
di qualsiasi cosa risultasse
più o meno edibile,
avendo la faccia tosta di
chiamarli pizze e recapitandoglieli
a domicilio nel minor
tempo possibile e ovviamente
al prezzo più basso.
Untrionfo, tradottosi per lui
in una ricchezza incalcolabile
che lo aveva portato a concedersi
una vita di lussi, aerei
privati, yacht e costosi
giocattoli come la squadra
di baseball dei Detroit Tigers.
Così fino alla folgorazione,
alla scoperta di Dio, coincisa
con la lettura del libro
Mere Christianity, di C. S.
Lewis. «Per me ha rappresentato
il giro di boa - ha dichiarato
Monaghan in una
recente intervista -. Da allora
ho deciso di semplificare
la mia vita, cedendo l'azienda
e tutti i miei lussi. Ed è
stato un grande sollievo».
Oltre che un ottimo affare:
dalla vendita di Domino's,
nel 1988, ricavò un miliardo
di dollari. Soldi con i quali
Monaghan, turbato dalla
penetrazione dell'islamismo
e dall'incapacità di opporvisi
da parte della civiltà
occidentale, per lui ammalata
di «decadenza morale»
nonché «ormai priva di dinamismoreligioso
», si è gettato
anima e corpo nel suo
progetto: edificare una «Città
di Dio» fondata
sui valori della famiglia
e della religione
cattolica,
senza canali televisivi
pornografici,
né cliniche
abortive, né distributori
di profilattici.
Incardinandovi
per di
più un'università
votata agli stessi
principi.
Fallito il primo
tentativo di realizzarla in Illinois,
era sceso molto più a
sud, là dove a pochi chilometri
dal golfo del Messico si
stendeva una landa selvaggia
popolata da pantere, alligatori
e maiali selvatici (presenze
peraltro familiari agli
abitanti della Florida). Il
suo investimento personale
di 100 milioni di dollari è
poi salito via via a mezzo miliardo.
E su quella stessa visione
il «Papa della pizza»,
così ormai lo chiamano, è
stato seguito non soltanto
dalle più note catene commerciali,
alberghiere e della
ristorazione, ma anche
dai maggiori contractor specializzati
nella realizzazione
di centri residenziali corredati
da campi da golf, lagune
e corsi d'acqua. Tutti
determinati - Dio benedica
l'America! - a far parte di
quel sacro business. E tutti
impegnati a dar vita a un
moderno sogno da pionieri
che però «viene via» a prezzi
di mercato: dai 200mila
ai 350mila dollari per una
villetta unifamiliare di 160
metri quadrati completa di
stanza degli hobby, garage
doppio e giardino sul retro.
Ovviamente con anticipo minimo
e mutuo trentennale
al 5,5%. Perché in fondo è
anche per ragioni come queste
che Dio insiste a benedire
l'America.
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Archibald



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MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2007 3:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salvatore.Cuccomarino ha scritto:
Gentile Archibald,
questo Suo nuovo topic mi conferma, con piacere, che abbiamo pensieri comuni su diverse questioni.
Aggiungerei a quanto Lei ha scritto:
che la poleis ideale dovrebbe avere un numero limitato di abitanti, non più, diciamo, di 20.000;
che nelle forme di trasparenza democratica dovrebbe essere compresa la possibilità per tutti di avvicendarsi negli incarichi pubblici, e che questi stessi non dovrebbero essere di lunga durata - 1 o 2 anni al massimo;
che non dovrebbe esserci altra forma di energia se non quella rinnovabile (pannelli fotovoltaici, energia eolica);
che dovrebbe essere previsto un sistema di riciclaggio e comunque di smaltimento biocompatibile dei rifiuti;
che il guadagno di ognuno dovrebbe essere rapportato dirttamente al merito, all'impegno, alle responsabilità assunte ed ai risultati ottenuti, e che comunque dovrebbero essere previste forme di mutualità per chi fosse in temporanea difficoltà;
che l'architettura dovrebbe sicuramente essere funzionale, ma dovrebbe anche tornare ad avere un occhio di riguardo per la Bellezza (sono stato recentemente a Barcellona, ho visitato le case di Gaudì... e posso dire che raramente ho visto qualcosa di così bello e, contemporaneamente, funzionale);
che le arti e la filosofia dovrebbero essere incoraggiate;
che la Rete dovrebbe essere fruibile a tutti nello stesso modo;
---
Altre idee?!?

Cari saluti

Dimenticavo un'altra proposta primaria: (anche in considerazione del fatto che lei è un medico) l'ufficializzazione e la pratica diffusa delle medicine alternative.
Ritengo la medicina ufficiale superata se non dannosa in molto casi!
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lupis
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MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2007 5:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Archibald ha scritto:
[ (...)
Ritengo la medicina ufficiale superata se non dannosa in molto casi!


Qui mi sa che l'hai sparata un po' grossa, non trovi? Shocked

Con simpatia Laughing

_________________
Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

Tot homines quod scientiae / Ne mireris feret propria quaeque tellus /
LUPORUM solum eximius / Vel milites, vel doctores / Praeceteris

Epigrafe dal sarcofago del marchese Vito Giacomo Lupis, Chiesa di San Nicola di Gravina in Puglia


Le inuguaglianze sociali, anche quelle legate alla nascita, sono inevitabili.
La natura benigna e la benedizione di Dio all'umanità
illuminano e proteggono le culle, le baciano, ma non le pareggiano.

Papa Pio XII , Discorso al Patriziato e alla Nobiltà Romana del 5 gennaio 1942

La nobiltà o è antica o è una "savonnette à vilaine". Claude Henry Rouvroy, conte di Saint-Simon

"Le Civiltà non si scontrano. Sono le inciviltà a scontrarsi"

"Estote Parati"
Sir Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, 1st Baron Baden-Powell of Gilwell
Fondatore dello Scoutismo
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Archibald



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MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2007 7:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

No, confermo quello che ho detto: in alcuni casi la medicina ufficiale fa solo guai e si può sostituire con la medicina alternativa.
Frequenti qualche forum di salute e se ne renderà conto.
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Salvatore.Cuccomarino
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MessaggioInviato: Lun Giu 11, 2007 7:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

mlupis ha scritto:
Archibald ha scritto:
[ (...)
Ritengo la medicina ufficiale superata se non dannosa in molto casi!


Qui mi sa che l'hai sparata un po' grossa, non trovi? Shocked

Con simpatia Laughing


Ma no, Marco! Se non pensassi anch'io che in fondo la medicina è dannosa, non credo che farei il chirurgo Laughing
Poi molte medicine "tradizionali" (agopuntura, fitoterapia) sono ormai completamente accettate dalla medicina ufficiale. Ed inoltre anche procedure prima aspramente condannate sono ormai sulla via della più ampia riabilitazione scientifica (vedi l'uso dei derivati della cartilagine di squalo nella terapia dei tumori epatici, od il metodo Di Bella)... Wink
Scherzi a parte, il discorso sulle microcommunities è davvero affascinante, e si potrebbe utilizzare come "starter" per una forma di democrazia diretta applicabile poi a tutta la nostra nazione (v. l'altro topic).

Cari saluti!

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MessaggioInviato: Mar Giu 12, 2007 8:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Non avendo fornito le mie generalità all'amministratore del forum son costretto a lasciarvi, ma spero questa discussione continui e che un giorno riusciste a realizzare qualcosa di concreto.

Buona continuazione e grazie di tutto! Wink
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lupis
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MessaggioInviato: Mar Giu 12, 2007 12:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile amico, Lei ha qualche motivo per non fornire i dati richiesti, come hanno fatto tutti gli altri membri del Forum?
Nel caso li esponga privatamente all'amministratore e verranno serenamente valutati.

Molti saluti

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Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

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Le inuguaglianze sociali, anche quelle legate alla nascita, sono inevitabili.
La natura benigna e la benedizione di Dio all'umanità
illuminano e proteggono le culle, le baciano, ma non le pareggiano.

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Fleurdelys



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MessaggioInviato: Mer Giu 13, 2007 5:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riguardo la città ideale io sono d'accordo con quel che avete proposto, ma ripeto lo stesso concetto di prima, ovvero bisogna che l'idea sia condivisa da molte persone, che ci sia affiatamento e condivisione di ideali e che qualcuno si prenda la responsabilità di creare un sito preposto per portare avanti il progetto.

Anche se poi non si dovesse realizzare questa città ideale, almeno le idee che si scambierebbero potrebbero fungere da raccoglitore di proposte da sottoporre all'attenzione dei nostri comuni e delle nostre città; magari qualcuno potrebbe sposare la causa.

Se poi si dovessero trovare i finanziamenti per realizzarla tanto meglio!

Non ricordo il nome della tecnologia in questione, ma alla lista dei vostri suggerimenti aggiungerei quel sistema di spedizione postale rivoluzionaria dove le abitazioni di una città sono collegate da dei tubi (mi sembra sotterranei) da cui si possono spedire lettere e pacchi. Ecco questa sarebbe una cosa fantastica! Sapete come si chiama?

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MessaggioInviato: Mer Giu 13, 2007 5:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco come si chiama: posta pneumatica, ovvero pipenet.

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MessaggioInviato: Ven Ago 06, 2010 11:38 am    Oggetto: Rispondi citando


Città ideale: argomento spesso concettualmente tirannico, a volte moralmente subdolo, non di rado egoisticamente utile per imporre tesi, per giustificare interessi, per ottenere vantaggi che, chiaro sia, non sono soltanto di spicciola, concreta e venale convenienza.
Città ideale: tema che esige le menti oneste e libere a comunicare le loro conoscenze e gratifica quelle altre che vogliono imitarne studio e condotta, in quanto detto tema si presta a contenere discussioni che si estendono da contenuti di filosofia morale a principi di politica sociale a norme di moderno ambientalismo.
Città ideale: categoria mentale che, strutturatasi attraverso secoli distanti e fra popoli diversi, insieme con quella dei diritti e doveri dell’uomo, potrebbe occupare un’abbondante parte delle pagine scritte dall’intera umanità.
Elencare le modalità, le funzioni, le esigenze della nascita e dello sviluppo di tal tipo di città sarebbe esercizio perenne e sfibrante, giacchè, da quando abbandonò l’Arca, l’uomo ha sempre vagheggiato e progettato, rivisto e modificato, distrutto e riedificato, prima che con pietre e mattoni, quel canone eterno della sua città ideale, dell’habitat della sua famiglia, del centro dei suoi interessi. Non direi, insomma, ci vuole questo o quello, deve essere fatto in questo o quell’altro modo, dobbiamo imitare alcune città o differenziarci da altre e continuare con una infinita serie di prescrizioni urbanistiche che, dovendo soddisfare le uniche regole della teoria, non potranno non raccogliere che consensi, applausi ed encomi.
Direi, piuttosto, che ci vuole l’uomo che sia fulcro, sostegno e riferimento dell’idea, della costruzione e della vita della città, ma quale degli innumerevoli paradigmi che ci siamo nel tempo di lui formati?
A cominciare dal cultore dell’umiltà che non presume il possesso di una quota-parte di diritti superiore ai suoi consimili; dall’amante del pezzetto di terra concessogli per la sua esistenza rispettandone ogni forma di vita animale, vegetale e minerale; dal baciato dalla fortuna che gli ha impresso nelle meningi quei registri straordinari che servono a creare, divulgare ed usufruire qualsiasi espresione artistica.
Potrei continuare, ma lancio l’invito a chi trovi degno di interesse il mio pensiero.
vincior[/b]

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